Lo scorso giugno, terminata la «guerra dei 12 giorni» la Suprema Guida lo vuole nuovamente alla testa di quel Consiglio di Sicurezza Nazionale che Alì Larijiani ha già guidato tra il 2005 e il 2008 conducendo le trattative sul nucleare. Così quando ai primi di gennaio le piazze iraniane si riempiono di oppositori è lui a ordinare la spietata repressione costata la vita a migliaia di dimostranti. Ma il Larijani dal pugno di ferro è anche quello a cui Khamenei - consapevole di essere nel mirino - affida la guida del triumvirato chiamato a governare il paese dopo la sua morte.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Gian Micalessin)
Published at: 2026-03-18 11:00:42
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