L’Italia ha un’opportunità per ridefinire la propria politica estera

L’Italia ha un’opportunità per ridefinire la propria politica estera


In generale, per quanto aspra, carica di insidie e spesso difficile da sostenere, la logica dell’equilibrio (oggi solo competitivo) di potenza appare preferibile al manicheismo della contrapposizione tra democrazie e autocrazie, alla retorica dello “scontro di civiltà”, nonché ai tentativi di reductio ad Hitlerum dei leader delle altre potenze continentali, con i quali, proprio in ragione di tale rappresentazione, non sarebbe possibile avviare alcun vero negoziato dopo una fase di burrasca. La politica estera statunitense, da sempre oscillante tra isolazionismo imperiale e interventismo globale, ragiona oggi in termini di allineamenti contingenti piuttosto che di alleanze strutturali e sembra assestarsi, pur tra mille contraddizioni e incertezze (anche in ragione di evidenti contrasti interni, come quelli tra l’anima neocon di Marco Rubio e quella MAGA di J.D. Si tratterebbe, cioè, di lavorare sul terreno dell’equilibrio di potenza, puntellandolo con elementi crescenti di pace, giustizia e progresso, imprimendo dinamicità a questi stessi equilibri con il necessario supporto di nuove e più consistenti dosi di energia politica e spirituale, operanti tanto in basso quanto in alto, per spingere la realtà oltre il ventaglio delle possibilità finora intraviste e introdurre, in un mondo sempre più attraversato dal senso dell’ineluttabile e povero di aperture verso l’alto e in avanti, un principio nuovo di speranza, fiducia e fraternità.

Author: La Fionda


Published at: 2026-01-31 06:03:57

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