E se da una parte il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami ha gettato benzina sul fuoco dichiarando che i suoi soldati sono "in massima allerta e con il dito sul grilletto" nel caso in cui "il nemico" americano "commetta l'errore" di attaccare, ad accendere una speranza è stato il capo del consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, che in serata ha parlato di "progressi" nella "creazione di un quadro negoziale" con gli Usa. Altrimenti, vedremo cosa succede", resta però la chiosa minacciosa del tycoon, al termine di una giornata in cui le notizie di esplosioni nelle città iraniane di Bandar Abbas e Ahvaz - seguite poi da segnalazioni di detonazioni anche in altre località e nei pressi di Teheran - avevano fatto temere che il peggio fosse arrivato. "Voci completamente false" si è affrettata a smentire l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, secondo cui le notizie diffuse dai media non iraniani di esplosioni in tutto il Paese sono dovute al fatto che "il nemico, mentre cerca di mantenere l'ombra della guerra sul Paese, cerca di infiammare la situazione psicologica della società e di creare paura e panico tra la gente".
Published at: 2026-01-31 19:26:06
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