Il blitz con cui gli Stati Uniti hanno catturato il leader venezuelano Nicolas Maduro e con cui il presidente Donald Trump, senza troppi giri di parole, ha evocato un netto cambio di regime in Venezuela, definisce il tassello di uno scenario più ampio - da Taiwan all'Iran- che adesso, ora dopo ora, prende forma nelle reazioni degli alleati di Caracas e nei messaggi che lo stesso presidente Usa continua a mandare nella loro direzione. Segue un appello al dialogo, ma va di pari passo con la richiesta di una riunione di emergenza del consiglio di Sicurezza Onu e, nelle parole del ministro degli Esteri Serghei Lavrov, la promessa di rafforzare il partenariato con Caracas e di continuare "a sostenere la politica del governo bolivariano". Emblematico in questo senso è anche l'iniziale silenzio di Pechino - tra l'altro uno dei principali importatori del greggio di Caracas - che per ore non reagisce, salvo poi esortare gli Stati Uniti "a rispettare il diritto internazionale, gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, e a cessare di violare la sovranità e la sicurezza di altri Paesi" che però sembra un 'wording' di rito.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Redazione web)
Published at: 2026-01-03 18:57:18
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