L’intelligenza artificiale sta decidendo cosa dobbiamo mangiare?

L’intelligenza artificiale sta decidendo cosa dobbiamo mangiare?


In poche parole, l’uso degli strumenti digitali, e soprattutto degli agenti di AI, nel mercato del cibo globalizzato, se non regolato, porterà a un’ulteriore specializzazione della monocoltura nel mondo, con danni ineluttabili alla biodiversità locale, all’ambiente – che verrà forzato a produrre colture non necessariamente favorevoli – e ai contadini, che rischiano di perdere il know-how locale per essere eterodiretti dai vertici aziendali, ai quali interessa verosimilmente la rapidità e la produttività delle colture. Le aziende tecnologiche – che The Guardian ha tentato di contattare per una replica, senza ottenere risposta – alimentano i loro modelli di intelligenza artificiale con dati raccolti dagli agricoltori e da strumenti come sensori satellitari e droni per analizzare le condizioni climatiche e la salute del suolo. Il rapporto si chiude raccontando di una possibile “agroecologia” già messa in atto da comunità locali, piccole e grandi, che utilizzano gli strumenti tecnologici a vantaggio di una produzione non solo più sostenibile, ma anche più centrata sull’uomo prima che sulla macchina: dalle banche dei semi all’uso dei social network tra agricoltori di una stessa zona per condividere informazioni meteo (come avviene in Tanzania).

Author: Rossella Neri


Published at: 2026-03-04 15:37:25

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