Ayesha è un’artista che per sopravvivere si è adeguata a un mercato che dalle persone razzializzate vuole solo opere “etniche”, e che cerca di districarsi nella sua esistenza divisa, frammentata, cresciuta com’è tra due Paesi, due culture, e nell’ambiguità di una sorta di “famiglia adottiva” che è però quella per cui la madre lavorava duramente come badante («A otto anni, mi sembravano solo i genitori che non avevo mai avuto – da adulta avrei scoperto che non si esce indenni da un amore così articolato»). Una storia corale, narrata dal punto di vista di Ayesha, Neela e delle sue sorelle, rimaste in Sri Lanka e sbalordite pure loro nell’apprendere il desiderio di Neela di tornare in un Paese disastrato da trent’anni di guerra civile e da una terribile crisi economica. Il bilancio della vita di Neela, quello della sua sfortunata genia e anche quello di Ayesha, che vorrebbe lavorare sulla luce, sull’essenza stessa della nostra possibilità di vedere, e invece per sopravvivere è costretta a «scomodare la memoria di tutti i [suoi] avi e delle loro terre».
Author: di Lara Ricci
Published at: 2026-02-08 14:45:24
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