Una realtà che non vota dem e invece parla di un'edizione sportivamente da record con 30 medaglie azzurre; di una cerimonia di apertura lodata a 360 gradi per la grazia, lo stile e i richiami culturali, i quali hanno avuto un'eco leggermente più universale delle gaffe di un telecronista di provata fede meloniana su cui si è focalizzata la critica politica; un bilancio finale che restituisce una Milano in festa e protagonista sui media (non solo social) da Ottawa a Seul; un'Anterselva crogiuolo di tifosi e convivenza alla faccia delle accuse di chiusure sovraniste; i Giochi diffusi che diventano «un successo oltre le aspettative» e «un modello a cui si guarderà in futuro anche per la sostenibilità», come affermato dalla presidente del Cio Kirsty Coventry. Ad oggi, della «orripilante mangiata corruttiva» di cui ha parlato il Fatto quotidiano non si hanno evidenze, dato che i costi effettivamente moltiplicati (6 miliardi, fonte Standard & Poor's) saranno compensati dalle ricadute economiche sul lungo periodo (fonte Unimpresa) e saranno comunque inferiori ad Expo 2015, ovvero l'evento che ha cambiato il volto di Milano, proiettandola nell'élite delle città leader in termini di attrattività turistica e di capitali. Beh, la più olimpica di tutte: l'importante è partecipare e fare il meglio possibile, altrimenti si finisce come i grillini, che per evitare l'ipotesi di ruberie rifiutarono le Olimpiadi a Roma come la Tav, la Tap o il Ponte sullo Stretto: ovvero orgogliosamente fuori dai Giochi, fuori dal mondo, fuori dal progresso, e - per fortuna e forse anche per conseguenza - fuori dal governo.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Marco Zucchetti)
Published at: 2026-02-23 04:32:23
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