L’Europa sta prendendo finalmente sul serio la cybersecurity: non solo proteggersi, ma governare

L’Europa sta prendendo finalmente sul serio la cybersecurity: non solo proteggersi, ma governare


Nel documento si richiamano dati che, letti senza retorica, sono già un atto di accusa verso l’inerzia politica: il costo globale del cybercrime ha superato i 9 trilioni di euro nel 2025; il ransomware è indicato come la minaccia più impattante del 2025 e viene persino prospettato un ritmo “ogni 2 secondi” entro il 2031; tra le minacce più rilevanti compaiono gli attacchi alla supply chain e l’effetto dirompente di AI e quantum computing sulle difese tradizionali. Il punto è che, se la minaccia è sistemica, anche la risposta deve esserlo: e qui la Commissione propone di rivedere il Cybersecurity Act per costruire un impianto “orizzontale” sulla sicurezza delle catene di fornitura ICT, con un focus esplicito sui rischi legati a Paesi terzi ritenuti fonte di preoccupazioni di cybersecurity. E qui compare un dato che merita attenzione perché rovescia un luogo comune: non è vero che l’Europa pensa solo a “imporre”; prova anche a semplificare, dichiarando un obiettivo di facilitazione per 28.700 aziende, incluse 6.200 micro e piccole imprese, tramite “targeted NIS2 amendments”, e soprattutto armonizzando i requisiti di supply chain che le entità NIS2 scaricano sui loro fornitori.

Author: Daniela Mainenti


Published at: 2026-01-21 06:00:49

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