L'eterno falso mito dei cortei pacifisti

L'eterno falso mito dei cortei pacifisti


Oggi è chiaro a tutte le famiglie col gelato e bambini sul passeggino, che la loro presenza è un'appendice capovolta di quel che costituisce il pezzo forte e la ragione stessa del corteo, e cioè le operazioni militari di guerriglia innescate da professionisti della guerriglia metropolitana che arrivano dalla Germania (specialmente dall'Ex DDR comunista oggi piena di neonazisti e di rouge-brun, ciò personaggi dalla doppia identità di estrema sinistra e di estrema destra) cui si aggiungono oggi molti pro Pal. Lo sanno tutti e in particolare lo sa bene il ministro degli Interni Matteo Piantedosi: ha dimostrato di saperlo benissimo anche per aver vietato l'uso delle armi perché lo scopo finale di chi pianifica queste manifestazioni al di fuori della politica (ma in coda ad essa, e tutti lo sanno) è che qualcuno muoia per poter attivare la spirale di nuove manifestazioni violentissime ai funerali. Durante la cosiddetta battaglia di Valle Giulia, sotto la facoltà di Architettura, i manifestanti respinsero a pugni e sbarre di ferro le forze di polizia e Pier Paolo Pasolini si schierò con i poliziotti che erano il vero proletariato aggredito dai figli della borghesia di sinistra.

Author: redazione@ilgiornale-web.it (Paolo Guzzanti)


Published at: 2026-02-08 09:00:03

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