L’esposizione costante alla guerra sta ridefinendo l’empatia

L’esposizione costante alla guerra sta ridefinendo l’empatia


Ma per gran parte del mondo che osserva da lontano, la violenza che colpisce tutta l’Asia occidentale – dalla Palestina all’Iran, dallo Yemen, al Sudan e alla Siria – spesso appare come un flusso di numeri: bilanci delle vittime, conteggi dei morti e notifiche di ultime notizie. Yaqeen Sikandar, psicologo specializzato in trauma e tecniche cognitivo-comportamentali che vive in Turchia, afferma che questa reazione non indica una mancanza di empatia, ma dimostra semplicemente che la mente umana ha dei limiti: “Quando l’entità della perdita diventa troppo grande per essere elaborata emotivamente, il cervello trasforma la tragedia in qualcosa di quantificabile”. L’antropologa iraniana Narges Bajoghli scrive che questa situazione è il risultato di decenni di “guerre infinite”: “Siamo arrivati a un punto in cui la distruzione della capitale di un grande paese (Teheran) non è più percepita come qualcosa di sconvolgente”.

Author: Internazionale


Published at: 2026-03-21 06:33:03

Still want to read the full version? Full article