Mentre l’Europa stava smettendo di comprare il gas naturale russo, togliendo al paese una grossa fonte di entrate, il regime di Vladimir Putin ha continuato a vendere petrolio un po’ in tutto il mondo, Europa compresa, anche grazie a una flotta illegale di petroliere, la cosiddetta “flotta fantasma”. Non significa che la Russia sia sul punto di crollare o di abbandonare la guerra, anzi, ma il calo degli introiti provenienti dal petrolio si aggiunge ad altre difficoltà note dell’economia del paese, che nel complesso potrebbero rendere più complicata la situazione per il regime. L’altra ragione delle difficoltà russe riguarda le nuove sanzioni contro il petrolio imposte dall’amministrazione statunitense di Donald Trump, che negli scorsi mesi si è concentrata sulle due principali compagnie petrolifere del paese, Rosneft e Lukoil, con misure che prevedono il congelamento dei loro beni negli Stati Uniti e il divieto di collaborare in qualsiasi modo con aziende o enti statunitensi.
Published at: 2026-02-01 15:42:30
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