L’analisi si apre con la proposta del ministro degli Esteri Antonio Tajani, presentata alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito nei giorni scorsi: la creazione di un “corridoio umanitario” per garantire il passaggio sicuro di fertilizzanti e beni essenziali, nel tentativo di evitare che il conflitto produca carestie in Africa. La difficoltà nel trovare una linea comune riflette sia i tempi lenti della diplomazia europea sia il numero elevato di Paesi coinvolti, inclusi quelli del Golfo, interessati a garantire la sicurezza dello stretto una volta terminata la guerra. Il limite è duplice: le scorte sono costose e i sistemi di difesa aerea potrebbero non bastare a fermare attacchi, in particolare con droni, nel caso in cui l’Iran decidesse di colpire.
Published at: 2026-04-04 13:22:40
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