Le proteste in Iran sono cominciate a fine dicembre e nello scorso fine settimana il regime ha aumentato la repressione: centinaia di manifestanti sono stati uccisi, e oltre 10mila arrestati. Secondo quanto detto in forma anonima da membri dell’amministrazione Trump al Wall Street Journal, nella riunione di martedì verranno considerate varie opzioni: oltre a un attacco militare diretto, possono comprendere il sostegno alle fonti antigovernative online; l’impiego di strumenti della cosiddetta “guerra ibrida”, come attacchi cibernetici contro siti militari e civili iraniani; e l’imposizione di ulteriori sanzioni al regime iraniano. L’ayatollah Ali Khamenei, la massima autorità politica e religiosa dell’Iran, ha definito i manifestanti «nemici di Dio» e il regime sta raccontando le proteste come animate da forze straniere che vogliono sovvertirlo, indicando proprio gli Stati Uniti e Israele fra gli agitatori.
Published at: 2026-01-12 08:06:22
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