Hanno presentato il presidente americano a metà strada tra un orco e un pagliaccio pretendendo un giorno sì e l’altro pure che la politica estera italiana, che è storicamente legata all’America, cambiasse buttando a mare ottant’anni di Storia: l’atlantismo, che va rivisto ma non buttato nell’oceano. Il clima da guerra civile che è stato creato intorno al referendum – chi vota No è perbene, chi vota Sì è mafioso, chi vota No è antifascista, chi vota Sì è fascista, chi vota No difende la Costituzione, chi vota Sì la cancella, chi vota No difende l’indipendenza della magistratura, chi vota Sì vuole sottomettere la magistratura – ha come obiettivo da un lato la perenne demonizzazione della destra e il tentativo di far cadere il governo e dall’altro la difesa dei privilegi corporativi. E siccome votano No e si dichiarano antifascisti è chiaro che si tratta di un antifascismo illiberale che ha dentro di sé il morbo fatale del totalitarismo novecentesco che ritengono di imporre alla democrazia impedendole di uscire una buona volta dal dopoguerra più lungo della Storia d’Italia.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Giancristiano Desiderio)
Published at: 2026-02-15 09:00:32
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