Applausi, abbracci e anche qualche momento di commozione in Tribunale di Milano, per la Pg Francesca Nanni "è la prova che vale ancora la pena fare ancora questo lavoro in questo Paese, nel modo in cui lo abbiamo sempre fatto", con due punti di Pil persi per la malagiustizia, un miliardo in innocenti risarciti e valanghe di ricorsi alla Cedu per le compressioni dei diritti della difesa e i processi lunghi e ingiusti. "C'era in gioco un pezzo consistente dell'indipendenza della magistratura", spiega l'ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo, che rivendica "il suo lavoro di verifica del rispetto delle leggi", mentre Fabio Roia sentenzia: "È la risposta che la Costituzione non la si può cambiare perché è stata fondata per assicurare un equilibrio dei poteri, fondamentale soprattutto quando c'è una forte maggioranza di governo", con il povero Montesquieu che dal 1994 non smette di rotolarsi nella tomba. Sarà, ma la corsa alle poltrone, dall'Anm ma al prossimo Csm in scadenza a gennaio 2027 - scelto all'antica, coi capibastone a decidere chi, come e cosa - tradisce ancora una volta il senso "politico" di questa vittoria delle toghe, potere dello Stato sceso in campo contro chi fa le leggi che dovrebbero far rispettare: la loro lotta di potere, la bramosia di decidere a tavolino il destino di governi, ministri e aziende alla faccia delle prove grazie soprattutto allo scellerato sostegno di forze politiche come M5s e Pd che usano le toghe come riserva della Repubblica sacrificando la sacralità del Parlamento, in nome di una sudditanza che il popolo italiano ha deciso, per paura o per vigliaccheria ormai non importa più.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Felice Manti)
Published at: 2026-03-24 11:00:03
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