«Zarina e accentratrice di potere» per i suoi nemici dentro il ministero della Giustizia, «bugiarda e inaffidabile» secondo i pm romani che l'hanno individuata come capro espiatorio perfetto per il pasticcio Almasri (tutto interno alla magistratura romana, ma tant'è) per cui è indagata e andrà a processo, se con o senza l'immunità lo deciderà la Corte costituzionale. A pagare il «No» alla riforma della giustizia è anche l'ormai ex capo di gabinetto del Guardasigilli Carlo Nordio, un magistrato odiatissimo anche tra i suoi ex colleghi che in questi quattro anni scarsi al fianco del ministro le rimproverano di aver ingarbugliato dossier delicatissimi, dalla mancata consegna del criminale libico alla Corte penale internazionale alle rivelazioni di Andrea Delmastro sull'incontro tra la delegazione Pd e l'anarchico Alfredo Cospito nel carcere di Sassari che doveva restare segreto, anche se - come ci confermò l'ex Dap Sebastiano Ardita - era un segreto «rivelabile» perché ciò che ruota attorno al 41bis è politico, non giudiziario. L'hanno accusata di aver inguaiato Nordio nel tentativo di difendere Delmastro e soprattutto Giovanni Donzelli dalla leggerezza di aver rivelato l'incontro Pd-Cospito e di aver imbracciato il mitra contro la Procura generale di Milano per la fuga dell'oligarca russo Artem Uss, accusato di frode bancaria, riciclaggio e contrabbando di armi ed evaso il 22 marzo 2023 dai domiciliari concessi forse con troppa leggerezza.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Felice Manti)
Published at: 2026-03-25 11:00:47
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