La vera fonte di Cormac McCarthy? È l'autobiografia di un criminale che amava la violenza più efferata

La vera fonte di Cormac McCarthy? È l'autobiografia di un criminale che amava la violenza più efferata


Le brutalità perpetrate dai farabutti di Glanton ai danni delle tribù indigene e dei civili messicani sono raccontate con dovizia di particolari e in diverse occasioni sono la matrice cui McCarthy attinge per i suoi massacri, conficcati come proiettili fra i monologhi gnostici del giudice o fra descrizioni di cieli stellati e di piane desertiche popolate da nient'altro che ossa e carcasse. La distruzione del mito americano del West libero e progredito, la messa in luce delle ipocrisie della modernità e della conoscenza, la teorizzazione della violenza non solo come strumento di mantenimento del potere, ma anche come origine stessa della legge e dello Stato: dalle memorie di un bandito, McCarthy ricostruisce di fatto le radici del male e come questo operi sull'uomo. Del resto, è proprio McCarthy che, sul materiale di lavoro di Meridiano di sangue, alle parole del giudice (che afferma che l'uomo deve purgarsi da ciò che lo rende tale) affianca, con una nota scritta a mano, l'esclamazione finale di Kurtz, che sul letto di morte sussurra: "L'orrore!

Author: redazione@ilgiornale-web.it (Redazione)


Published at: 2026-02-08 04:00:03

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