La sua scuola è già impregnata del culto per Hussein – un murale del leader campeggia all’ingresso, e ogni mattina nel cortile si recita un giuramento in cui tutti promettono di sacrificargli anima e corpo – ma per il compleanno lo sarà ancora di più: è previsto un banchetto vero e proprio, di cui si occuperanno alcuni alunni estratti a sorte. Con loro interagisce una moltitudine di personaggi: un postino che smista le lettere destinate a Saddam, un soldato reso cieco da un missile statunitense nel giorno del suo matrimonio, persone che vendono i loro averi per strada, un negoziante che usa la merce per portarsi a letto le clienti, una donna in travaglio, un poliziotto indolente, una cantante, un macellaio pedofilo. “Immaginate di essere un insegnante, di guadagnare l’equivalente di ottocento dollari al mese, e poi di passare improvvisamente dall’organizzare le vacanze a non avere i soldi neanche per un pacco di uova”, dice Hadi al critico Joseph Fahim, che lo ha intervistato per il sito Middle East Eye.
Author: Internazionale
Published at: 2026-03-18 11:33:23
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