È il motivo per cui è molto criticata dalle tenniste ucraine, e per cui il 29 gennaio, durante la semifinale degli Australian Open (uno dei tornei più importanti al mondo), è successa una cosa un po’ strana, soprattutto per chi non segue abitualmente il tennis: sullo schermo dello stadio è comparso un annuncio che diceva che alla fine non ci sarebbe stata una stretta di mano tra le due tenniste, come invece avviene di consueto. Una scelta del genere, dopo mesi in cui centinaia di persone erano state arrestate dal regime per il solo fatto di manifestare, era stata comprensibilmente vista da molti come una presa di posizione filogovernativa: il fatto di aver poi partecipato al brindisi di fine anno aveva consolidato questa ipotesi, che Sabalenka non fece nulla per smentire. Una settimana dopo un’altra tennista ucraina, Oleksandra Oliynykova, in un’intervista con il giornale francese L’Équipe ha accusato Sabalenka di sostenere Lukashenko, e ha detto che lei e altri tennisti russi e bielorussi di primo piano contribuiscono alla propaganda dei regimi, con le loro mancate prese di posizione (nel caso di Sabalenka menzionava anche la lettera del 2020): «Ho l’impressione di vivere accanto a persone pericolose.
Published at: 2026-01-31 16:52:36
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