Quando il 24 marzo i militari presero il potere in Argentina, iniziarono a mettere in atto quel piano e una repressione diffusa di tutti gli oppositori politici, comprendendo in questa definizione non solo politici, sindacalisti e giornalisti, ma anche studenti, simpatizzanti, parenti e amici di chiunque fosse considerato di sinistra. La giunta di Videla non commentava e negava le accuse: quando nel 1977 al generale fu posta una domanda diretta sui desaparecidos in un’intervista televisiva negli Stati Uniti, imputò le sparizioni a persone che si davano alla clandestinità, a uccisioni da parte dei guerriglieri e a morti in esplosioni che avevano reso i cadaveri irriconoscibili: «E riconosco che potrebbero esserci delle persone scomparse a causa degli eccessi commessi durante la repressione. La presidenza di Milei in questi ultimi anni ha tagliato i fondi per organizzazioni e musei della memoria, ha messo in dubbio il numero dei desaparecidos e ha sostituito la definizione di “terrorismo di stato” con i concetti di “conflitto interno” e “guerra alla sovversione”.
Published at: 2026-03-24 11:33:17
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