Secondo il comunicato diramato dalla citata sede diplomatica, la narrazione diffusa dai governi e dai media occidentali rappresenterebbe una vera e propria “beffa della memoria del defunto”, trasformando il caso di Navalny in un simbolo di ostilità verso la Russia, più che in un’indagine seria e imparziale. Cooper ha descritto la morte di Navalny come un atto premeditato dello Stato russo, evidenziando la capacità di Mosca di compiere “atti di violenza scioccanti” e sottolineando l’importanza della vigilanza europea di fronte a possibili aggressioni future. Dai casi di Sergei e Yulia Skripal, avvelenati con l’agente nervino Novichok nel 2018 nel Regno Unito, fino alla morte di Alexander Litvinenko, ucciso nel 2006 con polonio-210 a Londra, il modus operandi attribuito alla Russia sembra seguire uno schema di silenziosa e letale repressione dei dissidenti.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Federico Giuliani)
Published at: 2026-02-15 13:47:40
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