La repressione crudele contro Palestine action

La repressione crudele contro Palestine action


Muraisi e Ahmed sono accusati di aver fatto irruzione in una fabbrica gestita dalla Elbit Systems, il più grande produttore di armi israeliano, e di aver danneggiato dei macchinari, mentre Chiaramello è accusato di essere entrato nella base dell’aeronautica di Brize Norton durante una protesta in cui Palestine action ha imbrattato di vernice alcuni aerei da guerra. Il 26 dicembre un gruppo di relatori delle Nazioni Unite– qualcosa a cui un tempo i governi davano ascolto – ha espresso grave preoccupazione per il modo in cui sono trattati questi prigionieri, citando “ritardi nell’accesso alle cure mediche, uso di mezzi di contenzione eccessivi durante la degenza ospedaliera, negazione dei contatti con i familiari e del ricorso all’assistenza legale, e assenza di regolari controlli sanitari indipendenti, soprattutto per detenuti con gravi patologie”. Le richieste dei prigionieri in sciopero della fame a me sembrano ragionevoli: il rilascio su cauzione; il diritto a un giusto processo (sostengono che il governo abbia nascosto alcuni documenti chiave); la revoca della messa al bando per Palestine action e la chiusura nel Regno Unito della Elbit Systems (che ha fornito armi a uno stato responsabile di genocidio).

Author: Internazionale


Published at: 2026-01-12 05:57:16

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