Tra queste non c'è solo l'invio da parte della Santa Sede di tanti aiuti umanitari alla popolazione ucraina, dai farmaci fino alle maglie termiche per affrontare il freddo senza riscaldamenti, ma anche il ritorno a casa di tanti bambini ucraini che erano stati deportati in Russia. Il presidente della Cei è stato allora a Kiev, a Mosca, a Washington e finanche a Pechino, cercando di unire i fili di un dialogo che può passare attraverso tante stanze e non solo tra i diretti interessati. Se Francesco poi aveva tentato ogni via per aprire un dialogo (il 25 febbraio 2022, il giorno dopo l'invasione, si recò lui, rompendo ogni protocollo, all'ambasciata russa per esprimere la sua preoccupazione), Papa Leone ha avuto direttamente almeno un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin, lo scorso giugno.
Published at: 2026-02-23 12:29:03
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