La Russia ha formalizzato questo tipo di reclutamento con un decreto del 2025 che permette ai cittadini stranieri di unirsi ai ranghi durante le mobilitazioni, mentre le operazioni digitali e social promuovono l’illusione di opportunità legittime. La distinzione tra volontari arruolati per denaro e vittime di traffico di esseri umani è cruciale: secondo gli esperti legali, coloro che vengono ingannati dovrebbero essere trattati come vittime di sfruttamento, con diritti alla repatriation e protezione internazionale, mentre i volontari veri rischiano sanzioni penali nei loro paesi. La mancanza di azione diplomatica e l’assenza di meccanismi di responsabilità permettono così alla Russia di operare impunemente, mentre i singoli Stati devono bilanciare interventi di protezione dei propri cittadini con le delicate relazioni con Mosca.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Federico Giuliani)
Published at: 2026-02-16 06:00:54
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