Da sempre Israele è disposto a fare incursioni imponenti per provare a recuperare i corpi dei civili o dei militari uccisi in zone di guerra: sia per evitare che i corpi vengano usati come strumento di propaganda dai gruppi nemici, sia per i rigorosi precetti della religione ebraica sulla sepoltura, sia per una specie di patto sociale tra i cittadini e uno stato in cui è prevista la leva militare obbligatoria (quindi tutti fanno i soldati, ma tutti vengono riportati in Israele se vengono uccisi in guerra). Secondo la giornalista di Le Monde Hélène Sallon, che ha visitato Nabi Chit il giorno dopo insieme ad altri giornalisti, potrebbe avere a che fare con la scomparsa a dicembre del 2025 di Ahmad Chokr, un ex ufficiale dell’esercito libanese il cui fratello Hassan Chokr è stato sospettato di aver partecipato alla cattura di Arad. Il fallimento dell’operazione è stato riconosciuto anche dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che sabato sera ha detto che l’operazione «per localizzare e liberare» Ron Arad non aveva dato «i risultati sperati» (è probabile che Netanyahu abbia usato il verbo “liberare” perché in passato si è più volte rifiutato di considerare Arad morto).
Published at: 2026-03-08 10:15:28
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