Ora, le epistole riunite, il loro dialogo fitto, l'amicizia che respira e si consuma, la Grande guerra, il dopoguerra, Giolitti, la rottura nel 1924, ci restituiscono un'opera unica non in Italia ma in Europa e ci danno il senso del dramma di un tempo che ancora ci parla con tragica serietà, non certo come si strepita di fascismo e antifascismo nell'insipiente dibattito pubblicistico e politico. Mentre le opere di Croce sono uscite da tempo dal cono d'ombra in cui le avevano relegate da un lato il marxismo e dall'altro le scelte della Laterza e si ritrovano un po' ovunque sia con il marchio Adelphi l'ultimo titolo è Soliloquio sia con l'Edizione nazionale delle opere edita da Bibliopolis, mentre si accresce il numero delle biografie e sulla scia della riscoperta della "vita affettiva" di Croce anche il cinema, con il film-documentario di Pupi Avati, Un Natale a casa Croce, ha fatto la conoscenza della sua vita e del suo pensiero caratterizzato non solo dall'antifascismo ma anche dall'anticomunismo, ossia da quella cultura anti-totalitaria che è assente, purtroppo, in ampi strati della vita politica italiana. E così, in fondo, come il pensiero debole non è una liquidazione della metafisica ma una sua decostruzione una sorta di smontaggio e come il pensiero forte non è una svalutazione della libertà umana ma una rivendicazione del valore del pensiero da Parmenide a noi, allo stesso modo il recupero dell'attualità della filosofia italiana non è una sua esaltazione ma una comprensione e liberazione della nostra stessa storia e del contributo che ancora possiamo dare alla custodia della civiltà occidentale ed europea creata da Atene, Roma e Gerusalemme.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Giancristiano Desiderio)
Published at: 2025-12-28 04:00:03
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