La crisi energetica che si poteva prevenire

La crisi energetica che si poteva prevenire


Quando l’autista di jeepney (jeep a più posti usate come autobus) Toni Prado ha raccontato ai giornalisti a Manila che i suoi guadagni giornalieri erano crollati da mille a duecento pesos, non parlava di sfortuna ma dell’esito prevedibile di una vulnerabilità strutturale che il governo filippino aveva documentato da tempo senza riuscire a risolverla. In terzo luogo, il settore dei trasporti non è solo il principale consumatore di petrolio del paese: è il sistema che fa muovere la vita economica, trasportando ogni giorno quasi quaranta milioni di passeggeri e impiegando circa due milioni di persone, che per guada­gnarsi da vivere dipendono quasi tutte dal diesel importato. Le misure previste dallo stato d’emergenza energetica dichiarato dal governo il 24 marzo seguono una logica chiara: l’uso temporaneo di carburanti Euro 2 per veicoli più vecchi e impianti di produzione elettrica è un adattamento pragmatico dell’offerta; i sussidi per gli autisti, gli sgravi fiscali e l’estensione dei programmi di trasporto gratuito contribuiscono ad attenuare le ricadute sociali immediate; le discussioni sulla diversificazione energetica con India, Giappone, Corea del Sud e Brunei, insieme a una prima valutazione di importare greggio russo grazie alla temporanea deroga alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro Mosca, riflettono uno sforzo nel breve periodo per ampliare le opzioni di approvvigionamento.

Author: Internazionale


Published at: 2026-04-02 10:00:00

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