Complice l’instabilità internazionale, i paesi europei e le monarchie della regione sono diventati, di crisi in crisi, partner sempre più assidui: prima la ricerca europea di gas e petrolio dopo l’invasione russa dell’Ucraina (2022), poi il ruolo del Golfo come mediatore nelle guerre mediorientali (Gaza dal 2023; Israele-Iran nel 2025), infine i dazi di Trump a spingere le imprese europee, anche, nei mercati della regione (2025). Però, la guerra di Israele e degli Stati Uniti all’Iran, e la reazione di Teheran contro le monarchie dell’area, hanno cambiato, per il Golfo, il quadro e le aspettative. Infatti, l’economia non sarà più protagonista assoluta della partnership: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman vorranno allargare il perimetro della cooperazione a sicurezza e difesa, con due obiettivi: rafforzare i sistemi nazionali anti-missilistici e anti-droni, nonché trovare partner per contribuire -dopo il cessate il fuoco- alla sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz.
Author: di Eleonora Ardemagni*
Published at: 2026-03-24 19:37:25
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