Israele, massima allerta. Bibi spera nella piazza e nell'attacco americano

Israele, massima allerta. Bibi spera nella piazza e nell'attacco americano


"L'80% degli iraniani caccerebbe via questi delinquenti teologici" ha detto a giugno scorso il premier israeliano Benjamin Netanyahu, durante la guerra dei 12 giorni contro l'Iran e il suo sistema missilistico e nucleare, precisando che l'operazione militare non era diretta contro il popolo iraniano, ma solo contro il "regime malvagio e tirannico" degli ayatollah. Ora che il potere teocratico di Teheran vacilla sotto il peso delle proteste di piazza, Israele sa che è di nuovo nel mirino, più che mai in queste ore in cui il regime iraniano ha avvisato che, se gli Stati Uniti lo attaccassero, colpirebbe non solo obiettivi statunitensi ma anche lo storico nemico israeliano, regolarmente definito "l'entità occupante sionista" oppure "un cancro maligno da estirpare". Considerano le proteste anti regime una questione interna all'Iran, secondo fonti del Times of Israel, pur consapevoli che la fine della teocrazia cambierebbe il volto del Medioriente, come ha ammesso l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, convinto che la caduta del regime "decreterebbe la fine" dell'"asse del male": Hamas a Gaza, Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen.

Author: redazione@ilgiornale-web.it (Gaia Cesare)


Published at: 2026-01-12 04:00:02

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