Iran. Minacce, dietrofront, false flag: la guerra nella guerra

Iran. Minacce, dietrofront, false flag: la guerra nella guerra


Il fatto di tirare in ballo la sortita sulla Diego Garcia conferisce un notevole significato alla smentita di Teheran, che ha fatto sapere ufficialmente di non avere nulla a che fare con esso. Quanto a Netanyahu, colpisce che, a differenza di quanto amava fare in passato, sempre pronto a mostrarsi con l’elmetto e circondato da soldati, ora sembra si sia ritagliato, o sia stato relegato, a un ruolo più defilato, che lascia il ministro della Difesa Israel Katz (nella foto di apertura) al centro della scena: è lui, infatti, a parlare al mondo delle evoluzioni del conflitto (altra discrasia: Netanyahu ha sempre evitato che altri gli rubassero la scena). Un po’ quel che accade, in parallelo, in America, dove negli ultimi giorni a parlare della guerra, a parte Trump, è più il ministro del Tesoro Scott Bessent che le figure preposte, cioè il Segretario per la guerra Pete Hegseth e il Segretario di Stato Marco Rubio.

Author: davide


Published at: 2026-03-23 14:09:17

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