Anuj racconta che per scendere a terra in Iraq avrebbe bisogno di una lettera di sbarco firmata dall’armatore della nave, ma lui non pagava l’equipaggio da mesi già prima dell’inizio della guerra e non risponde ai messaggi. Anchan, amministratore delegato della Safesea Group, proprietaria di una nave danneggiata irreparabilmente da un attacco iraniano che ha causato la morte di un marinaio, spiega che “è stato difficile trasferire l’equipaggio via terra verso il Kuwait, poi in Arabia Saudita e da lì in aereo verso varie destinazioni in India”. In un’email inviata a un’altra organizzazione umanitaria e letta dal Financial Times, un marinaio ha scritto che l’armatore li stava “costringendo a continuare le operazioni di carico” e gli negava il rimpatrio nonostante i timori per la sicurezza.
Author: Internazionale
Published at: 2026-04-02 10:00:00
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