“Infinite Jest”, visto oggi

“Infinite Jest”, visto oggi


Dall’altro lato ha avuto la sensazione che Infinite Jest fosse profondamente ancorato a un momento preciso degli anni Novanta, che Lagioia definisce un «periodo di sospensione degli eventi»: quello tra la fine della Guerra fredda e l’inizio di una «nuova fase di violenza e instabilità» inaugurata dagli attentati dell’11 settembre. È un romanzo massimalista e con ambizioni colte, sia nelle intenzioni che nell’esecuzione: parla di tantissime cose, che vanno dal bisogno ossessivo di intrattenimento all’alto livello di competitività della società americana, fino alla dipendenza in tutte le sue forme e alla difficoltà di comunicare in un mondo iperstimolato. Il libro iniziò a circolare soprattutto in ambienti universitari e culturali a forte prevalenza maschile, dove diventò un feticcio e un simbolo di prestigio culturale: leggerlo (o almeno raccontare in giro di averlo letto) serviva a mostrarsi intelligenti, sofisticati, “seri”, ed equivaleva ad aver superato una specie di prova di forza.


Published at: 2026-02-01 14:51:13

Still want to read the full version? Full article