L’uso combinato di capacità elettroniche e informatiche, insieme alla raccolta di informazioni di altissima precisione, ha permesso a Washington di colpire l’Iran in profondità, neutralizzando sistemi di difesa e strutture di comando iraniane in tempi rapidissimi. Oggi, di fronte a operazioni che combinano intelligenza artificiale, droni “one-way” e piattaforme stealth, il timore del Dragone è quello di trovarsi nuovamente in ritardo di fronte a una trasformazione del campo di battaglia. Un ex colonnello dell’Esercito Popolare di Liberazione, citato dal Scmp, ha messo in guardia contro il rischio di “infiltrazioni interne e perdite di intelligence”, invitando a rafforzare la protezione degli obiettivi sensibili e delle catene di comando.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Federico Giuliani)
Published at: 2026-03-02 12:35:35
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