In una simulazione sviluppata all’Università Beihang di Pechino, istituto legato all’Esercito Popolare di Liberazione (PLA), i ricercatori hanno addestrato droni difensivi a colpire i bersagli più vulnerabili come fanno i falchi, mentre quelli d’attacco imparavano a manovrare e schivare le minacce imitando le colombe. Non a caso, la televisione di Stato ha mostrato sistemi come Swarm 1, lanciatori mobili in grado di rilasciare decine di droni contemporaneamente, capaci di dividersi, coordinarsi e assumere ruoli diversi: ricognizione, inganno, attacco. Analisti della Jamestown Foundation e del Center for a New American Security osservano che Pechino vede nei sistemi autonomi una possibile soluzione a un problema storico del PLA: la scarsa esperienza di combattimento reale e la limitata autonomia decisionale dei comandanti di medio livello.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Federico Giuliani)
Published at: 2026-01-28 06:00:10
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