Sul disarmo, ogni Paese membro partecipa a negoziati al fine di ridurre la corsa agli armamenti e per l’eliminazione degli arsenali nucleari, mentre relativamente alla non proliferazione, ciascuno Stato si impegna a non trasferire, ricevere o produrre armi e altri ordigni nucleari, né a offrire o chiedere assistenza per la loro produzione; infine, gli usi pacifici: ogni membro del trattato è libero di produrre e utilizzare pacificamente l’energia nucleare, cooperando con gli altri Stati affiliati al fine di scambiare materiali, equipaggiamento e informazione scientifica e tecnologica. Con gli accordi START, acronimo di Strategic Arms Reduction Treaty, ci si pone l’obiettivo internazionale di limitare la produzione di armi di distruzioni di massa, tra cui quelle nucleari, e di diminuire gli stoccaggi già presenti; alla base c’è la consapevolezza che un numero elevato di tali ordigni comporta un serio rischio per la distruzione completa del pianeta. La prima versione dell’accordo (START I) è stata firmata il 31 luglio 1991 tra Stati Uniti e Unione Sovietica, imponendo limiti al quantitativo possibile di armamenti da produrre per le due potenze e il collasso dell’Unione Sovietica, avvenuto qualche mese dopo la stipula dell’accordo, rese il trattato valido per le nazioni di Russia, Bielorussia, Kazakistan e Ucraina; la Russia rimase l’unico Paese ex-URSS ha mantenere la produzioni di ordigni nucleari, comunque nei limiti del trattato, in modo da poter comunque opporsi agli Stati Uniti.
Author: Luca Tremolada
Published at: 2026-02-15 19:35:44
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