Il riarmo per l’Italia equivale a prepararsi ad una guerra sociale

Il riarmo per l’Italia equivale a prepararsi ad una guerra sociale


In quella filosofico-religiosa di matrice cristiana ci sono buoni e cattivi, potenti e deboli che prosperano o soccombono (a seconda del lignaggio, della ricchezza, del ruolo sociale o semplicemente di pura fortuna) nelle democrazie e nelle moderne dittature e “democrature”. Se nella narrazione cosiddetta filorussa la parola chiave è negoziato, nella narrazione filo-ucraina la parola chiave è riarmo: protagonista di questa propaganda bellico/difensiva il famoso slogan sdoganato dall’Europa (della Von der Leyen, della Kallas e di Mertz ): “Se l’Europa vuole evitare la guerra, deve prepararsi alla guerra”. Ma prepararsi ad una guerra da scongiurare anche in un lontanissimo “Futuro”, per molte nazioni come l’Italia, significa prepararsi ad una guerra sociale in cui si riapre in modo inesorabile la forbice delle disuguaglianze, della povertà, del malessere e di una pericolosa instabilità generazionale collettiva che declina sempre più verso il disinteresse politico, verso la non partecipazione e quindi verso la perdita della “libertà”, come affermava Giorgio Gaber nel suo celebre brano, “Libertà è partecipazione”.

Author: Speaker's corner


Published at: 2026-01-18 06:10:24

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