Il 22 e il 23 marzo 2026, date da anniversario come il 25 aprile, non ha vinto l’accozzaglia che offende e immiserisce la “sinistra-che-non-c’è-più”, ma due protagonisti indiscussi, di cui nessuno si occupa nei giorni feriali della politica: ha vinto la Costituzione con la forza mite e travolgente della sua capacità di essere “casa di tutti” e non merce di baratto ignobile. La seconda vincitrice del referendum è stata la crisi mondiale e il terrore della guerra e dell’affossamento dell’economia corrente, per le quali la destra si è buttata a capofitto nella ciotola di Trump, per vantare una primogenitura oscena e impresentabile; mentre la cosiddetta sinistra non aveva un’idea, ma giocava su tre o quattro tavoli senza concludere nulla, alla ricerca della pietra filosofale. Una sola possibilità ha “quella parte lì”: chiudersi in un convento, digiunare sul proprio orgoglio e ambizioni personali, stilare un programma di respiro internazionale ed europeo in 5-6 punti fondamentali, a partire dall’impegno pubblico di attuare la Costituzione e di pretendere da se stessi e da tutti una rigorosa legalità credibile e visibile.
Author: Paolo Farinella
Published at: 2026-03-25 17:29:54
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