Bobbio, rivolgendosi a lui, sosteneva che la nonviolenza assoluta è un’etica per individui santi, ma non può essere la base di uno Stato: “che se non si difende militarmente è destinato a scomparire sotto i colpi di un aggressore violento”. Se una popolazione è vittima di genocidio, la comunità internazionale ha il dovere di intervenire, con sanzioni, come si sarebbe potuto fare a Gaza, anche con la forza se autorizzata dall’Onu, per fermare il massacro. Questo è il punto di caduta tra nonviolenza e politica estera: non si dichiara guerra per conquistare, ma si interviene per proteggere i civili, anche ucraini, signor D’Orsi, cambogiani, o afghani, perché la follia di un regime non è pace, pur tacendo le armi.
Author: Michele Usuelli
Published at: 2026-02-11 06:45:08
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