Non sono passati che pochi minuti dalla diffusione del comunicato del Patriarcato latino di Gerusalemme con la denuncia dell'impedimento ad entrare nella basilica del Santo Sepolcro per il Patriarca Pierbattista Pizzaballa e il Custode di Terra Santa, padre Ielpo, che papa Leone dal sagrato di San Pietro fa sentire la sua vicinanza: "All'inizio della Settimana Santa, siamo più che mai vicini con la preghiera ai cristiani del Medio Oriente - dice all'Angelus -, che soffrono le conseguenze di un conflitto atroce e, in molti casi, non possono vivere pienamente i riti di questi giorni santi". "Proprio mentre la Chiesa contempla il mistero della Passione del Signore - aggiunge dopo aver celebrato una messa tutta scandita sul tema del rifiuto della guerra - non possiamo dimenticare quanti oggi partecipano in modo reale alla sua sofferenza" ed "eleviamo la nostra supplica" affinché" il Signore "sostenga i popoli feriti dalla guerra e apra cammini concreti di riconciliazione e di pace". "Questo - ha rivendicato - è il nostro Dio", "un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo, 'Anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue'".
Published at: 2026-03-29 09:45:50
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