Di ieri, poi, l’intesa tra Kuwait e Pakistan – che importa il 60% del suo gas dal piccolo Paese del Golfo – per facilitare ulteriormente l’arrivo di gas e petrolio dal Medio oriente a Islamabad, intesa che aiuta non poco quest’ultima a reggere, per quanto possibile, le restrizioni energetiche derivanti dalla crisi dello Stretto di Hormuz. Al di là di questi particolari, l’unica novità di rilievo, a parte le solite contraddittorie e allucinate dichiarazioni di Trump, è il summit di Islamabad al quale hanno partecipato, oltre al Paese ospitante, la Turchia, l’Egitto e l’Arabia saudita, gli Stati che più si stanno spendendo per cercare una soluzione al conflitto. Così, il fatto che i missili di Teheran siano riusciti ad andare a segno indica un ulteriore deficit che rende anche le residue difese meno efficaci, cioè quello dei sistemi di avvistamento israelo-americani sparsi sia sul territorio israeliano che nella regione, che sono stati obiettivi privilegiati dei primi colpi di Teheran, la quale da decenni si sta preparando a reagire a un’aggressione da parte dei suoi storici nemici.
Author: davide
Published at: 2026-03-30 16:35:22
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