Nulla di sorprendente per quanti, come noi, erano consapevoli – ne abbiamo scritto – delle distanze tra Netanyahu e Trump, mentre per tanti, sia tra gli adulatori di Trump che tra i suoi critici, è difficile accettare che i due leader divergano, soprattutto in tema di Medio oriente. Attenzione massima: altre visite di Netanyahu negli States in tempi critici sono coincise con incidenti di percorso che hanno dato il “la” ad azioni belliche (ad esempio il missile che colpì la città drusa di Mjdal Shams in territorio israeliano, di cui fu incolpato falsamente Hezbollah, che ampliò la portata della guerra contro la milizia islamica libanese). Bizzarro, ma anche no, che mentre Israele prosegue nel suo espansionismo per realizzare la Grande Israele, che ha nel genocidio di Gaza il suo punto sorgivo e la sua cifra interpretativa, e il mondo è sospeso sull’abisso di una guerra mediorientale di ripercussioni globali (e per tacere dell’Ucraina), i media nostrani diano come prima notizia, e successive, quanto accade alle Olimpiadi invernali.
Author: davide
Published at: 2026-02-09 16:38:04
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