Il casello iraniano tassa anche gli americani

Il casello iraniano tassa anche gli americani


L’amministrazione Trump, che nella revisione di fine 2025 della National Security Strategy (NSS) aveva proclamato la fine della centralità mediorientale nella politica estera americana, si trova in una trappola simmetrica: non può riaprire lo stretto militarmente, non riesce a costruire una coalizione che lo faccia, e non può dichiarare il problema “affar degli altri” perché il blocco colpisce i consumatori americani attraverso canali che il dibattito pubblico ignora quasi completamente. L’IRGC ha costruito un’infrastruttura di accesso a pagamento con caratteristiche istituzionali precise: società intermediaria dedicata, raccolta dati sulla nave (proprietà, bandiera, carico, equipaggio, segnale AIS), verifica del Comando Provinciale del Golfo, sistema di ranking per nazione da 1 a 5, negoziazione del pedaggio, emissione di codice-permesso e istruzioni di rotta, scorta di una motovedetta attraverso la zona già ribattezzata “il casello iraniano.” Il Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano ha approvato un disegno di legge per istituzionalizzarne il funzionamento. Da un lato proclamava che “i giorni in cui il Medio Oriente dominava la politica estera americana sono — per fortuna — finiti”, descrivendo la regione come in transizione verso “un luogo di partnership, amicizia e investimento.” Dall’altro: “Gli Stati Uniti avranno sempre un interesse primario nel garantire che le forniture energetiche del Golfo non cadano nelle mani di un nemico dichiarato e che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto.”

Author: Mario Seminerio


Published at: 2026-04-02 09:40:00

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