Il Capo di Stato maggiore della Marina Bergotto avverte: «La difesa di Hormuz non è a rischio zero»

Il Capo di Stato maggiore della Marina Bergotto avverte: «La difesa di Hormuz non è a rischio zero»


Pensate agli Rpg (Rocket Propelled Grenade, armi anticarro portatili progettate per penetrare le corazze dei veicoli, ndr): uno esce con una barca di sei metri, un motore si avvicina, quindi la difesa di Hormuz non è semplice, non è assolutamente semplice, anche se riusciamo a eliminare la minaccia missilistica c’è anche una minaccia ancor più semplice. Noi siamo in grado, abbiamo le navi che ci consentono, ma ha visto (l’ammiraglio sta rispondendo alla domanda posta da un senatore, ndr ) anche quei droni di superficie possono aiutare per cercare di interagire con la minaccia il più lontano possibile, però rischio zero su un’eventuale scorta su Hormuz non ce l’ho, cosa che ce l’ho invece nel Mar Rosso, perché quello con distanze più elevate, con la facilità di vedere se effettivamente qualcuno con una barca esce e poter intervenire su Hormuz viste le distanze non ce l’ho». Voi non ci credete ma uno dei problemi più importanti per i nostri ragazzi è il non poter utilizzare i social; dall’altro punto di vista - ha continuato Berutti Bergotto - sono delle “spugne”, loro vogliono imparare, vogliono conoscere e vogliono fare dei lavori che ritengono importanti, pertanto quello che noi facevamo nel passato, cioè quando veniva il marinaio e lo mettevamo a mensa, lo mettevamo a pulire i quadrati, lo mettevamo a lavare le gamelle, non lo possiamo più fare, quindi quello che noi stiamo facendo sono tantissime iniziative, non solo per l’arruolamento ma soprattutto per la retention».

Author: di Andrea Carli


Published at: 2026-03-25 18:44:00

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