Lo strato più esterno della tuta non è pressurizzato: serve a proteggere l’astronauta da eventuali incendi, dalle abrasioni e lacerazioni dovute al contatto con il suolo roccioso ruvido e tagliente, dagli urti in caso di caduta, dalle escursioni termiche, dal calore del sole (per questo è bianco e altamente riflettente) e dall’impatto dei micrometeoroidi, particelle finissime di polvere che cadono costantemente sulla Luna a velocità dell’ordine dei chilometri al secondo. Forse per molti sarà una delusione, ma le scene poetiche ed elegantissime della vestizione e svestizione di Sandra Bullock nel celebre film Gravity di Alfonso Cuarón (2013) rappresentano una pericolosa licenza artistica che sconfina nella disinformazione: canotta e pantaloncini sono sicuramente molto fashion per fluttuare nella cabina di un’astronave, ma se un astronauta si infilasse una tuta spaziale standard, del tipo di quelle mostrate nel film, senza indossare prima l’antiestetica sotto-tuta refrigerante, verrebbe sopraffatto in breve tempo da un colpo di calore. All’interno del casco, l’astronauta indossa un caschetto morbido di stoffa che gli copre quasi tutta la testa, tranne il viso: serve principalmente a tenere in posizione i microfoni e le cuffie usati per le comunicazioni e ha anche una funzione di protezione contro gli urti e gli scossoni che possono avvenire durante le fasi più movimentate del volo oppure in caso di caduta sulla superficie lunare.
Author: lucio.bragagnolo
Published at: 2026-01-28 05:39:59
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