I report sui social segnalano il ritorno dell’umano: quando la realtà è più virale dell’intelligenza artificiale

I report sui social segnalano il ritorno dell’umano: quando la realtà è più virale dell’intelligenza artificiale


In queste ultime ore i social sono pervasi di video spesso amatoriali sulla guerra con l’Iran, ma non questo di cui voglio parlarvi, sebbene sia un buon punto di partenza: la realtà di una guerra che scoppia più virale di qualsiasi contenuto prodotto con l’AI, le riprese di un missile girate con un telefonino qualsiasi più importanti di qualsiasi prodotto visivo generato. Sembrano passati anni, invece parliamo dell’altro ieri: i ritratti epici generati dall’AI, i selfie trasformati in personaggi Pixar, le versioni anime di qualsiasi foto, le persone rese action figure da collezione, gli headshot professionali sintetici per LinkedIn, gli animali antropomorfi iperrealistici, le pubblicità di prodotti inesistenti, le città e i viaggi inventati, i mini-film cinematografici generati in automatico, fino all’ultima ondata di immagini “in stile Ghibli”, ogni volta milioni di post, tutorial, app, articoli, i soliti entusiasti, e ogni volta la sensazione che fosse arrivata la nuova forma dominante dell’immaginario visivo. Sul piano empirico, studi sperimentali mostrano il paradosso strutturale dell’AI nei social: l’uso di strumenti generativi aumenta la quantità di contenuti prodotti e l’attività online e tuttavia al contempo riduce la qualità e l’autenticità percepite delle interazioni.

Author: redazione@ilgiornale-web.it (Massimiliano Parente)


Published at: 2026-03-01 09:10:52

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