I presidenti del Consiglio italiani hanno spesso problemi con Davos

I presidenti del Consiglio italiani hanno spesso problemi con Davos


Il più potente degli amministratori delegati, che ha svolto un ruolo decisivo nella definizione di buona parte del programma di Davos, è Larry Fink, l’amministratore delegato del fondo di investimento statunitense BlackRock che ha cospicui interessi nel settore bancario e industriale italiano, e che Meloni ha ricevuto con grandi onori a Palazzo Chigi nel settembre del 2024. Nel gennaio del 2019, quando fu Giuseppe Conte ad andarci, la sua decisione fu accolta con critiche analoghe a quelle che Meloni oggi vuole scansare: fu ricordato a Conte quello che il Movimento 5 Stelle e Beppe Grillo – cioè il suo partito e il suo fondatore – avevano detto per anni di Davos e di forum analoghi, descrivendoli grosso modo con gli stessi toni adoperati da Meloni. Andò a Davos da segretario del Partito Democratico e presidente del Consiglio a promuovere le riforme istituzionali che il suo governo stava portando avanti, dicendo che era il momento giusto per investire in Italia, e che anche la riforma elettorale in discussione in parlamento, il cosiddetto Italicum, avrebbe consentito di avere una maggiore stabilità politica e un presidente del Consiglio forte di un incarico che sarebbe durato per tutta la legislatura, cioè per cinque anni.


Published at: 2026-01-20 18:12:34

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