I film thriller e horror più claustrofobici di sempre

I film thriller e horror più claustrofobici di sempre


Nel parlare dei film thriller e horror più claustrofobici di sempre, non possiamo che partire da Buried di Rodrigo Cortes: l'intero titolo è un esempio perfetto di questo approccio narrativo, per certi versi minimalista, dato che l'intera storia è ambientata all'interno di una cassa da morte e segue il protagonista (Ryan Reynolds) mentre cerca un modo per uscire e capire come e perché sia finito in quella situazione, con il solo ausilio di un accendino e un telefono cellulare. Più nel campo dell'horror abbiamo poi Rec di Jaume Balagueró e Paco Plaza: qui il senso di claustrofobia è dato da due fattori, ovvero l'ambientazione - un palazzo nel centro di Barcellona rimasto isolato e pieno zeppo di orrori innominabili - e l'approccio alla regia da falso documentario - che riduce il punto di vista dello spettatore calandolo nella confusione della vicenda. Sempre nel cinema sovrannaturale abbiamo poi The Descent di Neil Marshall, che gioca con la psiche e le paure degli spettatori raccontando la storia di un gruppo di speleologi che rimangono intrappolati in un sistema di caverne: ma il buio gelido delle rocce e il senso di oppressione dei cunicoli non sono niente in confronto ai mostri che si annidano nelle profondità della terra...

Author: Matteo Regoli


Published at: 2026-01-07 11:00:00

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