In realtà un effetto i dazi lo hanno avuto, rallentando in qualche settore la crescita delle esportazioni: una cosa che ha riguardato in particolare “le imprese che avevano gli Usa come primo mercato di destinazione”, soprattutto nel comparto dei Mobili e, in misura minore, per Abbigliamento, Alimentari e Prodotti in metallo (per Istat hanno sofferto “una mancata crescita delle vendite pari complessivamente a 1,5 miliardi di euro”). Se si scompone il dato generale delle esportazioni, si scopre che la crescita delle vendite estere della manifattura, che vale l’80 di tutte le vendite di beni all’estero, “si concentra in un numero molto ristretto di settori: Farmaceutica, Mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli e metallurgia hanno registrato nel 2025 incrementi molto sostenuti, compresi tra il 16,5 e il 28,5 per cento”. Scrive l’Istat che “la vocazione export-led del nostro Paese e la sua forte proiezione verso i mercati extra Ue hanno determinato effetti positivi sulla sua crescita economica” nell’era della globalizzazione: tra 2000 e 2024 il contributo della domanda estera netta alla crescita del Pil italiano è stato positivo, ma in quantità “inferiore – circa la metà – rispetto a quello della Germania e della Spagna”.
Author: Marco Palombi
Published at: 2026-03-24 09:06:02
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