Agli hacker interessavano i nomi, gli incarichi e le sedi operative degli agenti impegnati in attività sensibili: come l’antiterrorismo e i controlli sulle comunità straniere, ma anche “il tracciamento dei dissidenti di Pechino rifugiati nel nostro Paese”. L’accesso ai dati informatici sarebbe avvenuto tra il 2024 e il 2025, bucando “la rete del ministero dell’Interno” e scaricando “dati riservati sul personale in servizio nelle varie questure italiane”. Ma durante i colloqui di Prato, a Roma sorge il sospetto che i cinesi sappiano troppo, e sale l’allarme sull’intrusione abusiva ai dati del Viminale.
Author: Redazione Cronaca
Published at: 2026-02-18 11:33:57
Still want to read the full version? Full article