Se la guerra in Iran dovesse chiudersi entro marzo, Confindustria ritiene che “il rincaro dei prezzi di petrolio e gas presi insieme, espressi in euro, nel 2026 è ipotizzato pari al +12% rispetto al 2025”; con altri quattro mesi di conflitto, dunque fino a giugno, “arriva al +60%”; valutando una guerra che non terminerà prima della fine dell’anno “sale addirittura al +133%”. Ed ancora: “Ritengo realistico uno scenario di chiusura della guerra a breve e un mantenimento della stabilità per un periodo mediamente lungo, che potrebbe però intersecarsi con uno scenario di tipo B, dove invece si mantiene per più mesi una certa instabilità dell’area con una capacità produttiva” di gas e petrolio “che non necessariamente sarà adeguata”. Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ribadisce l’usuale richiesta di aiuti pubblici: “Quello che chiediamo è di mettere a terra o di prepararsi a misure che possano essere incisive e forti per poter sostenere le imprese e l’industria italiana, le imprese anche europee.
Author: Redazione Economia
Published at: 2026-03-25 12:59:26
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